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Guido Crepax e Valentina, ovvero la linea dei tempi che cambiano

Alla triennale Bovisa di Milano, fino al primo febbraio 2009, c’è una mostra dedicata a Guido Crepax e ad uno dei personaggi del fumetto più amati di tutti i tempi: Valentina Rosselli, o più semplicemente Valentina. Tra le opere esposte troviamo le tavole originali disegnate a china; dei bellissimi giochi di società realizzati a mano, raffiguranti battaglie storiche, testimoni dell’attenzione per l’estetica militaresca; lo studio ricostruito dell’autore stesso, con i mobili autentici e le opere letterarie e musicali che hanno avuto importanza per l’artista; infine, le primissime realizzazioni di giochi ed illustrazioni, risalenti alla sua infanzia, che lasciano intravedere un talento purissimo, innato. Ogni stanza è un percorso, un dedalo mentale che rapisce e che inchiostra indelebilmente l’anima di chi guarda, facendo innamorare perdutamente.
Quale occasione migliore per ripercorrere le tappe fondamentali della vita di Crepax e per conoscere meglio le figure partorite dal quel pennino così geniale e generoso?
Guido Crepax, all’anagrafe Crepas (la “x” è un vezzo artistico) nasce il 15 luglio 1933 a Milano, città fondamentale per la vita del poliedrico disegnatore. La famiglia è di origine veneta, il padre è primo violoncello al Teatro La Fenice.
Crepax ha un viscerale attaccamento per Milano. È un uomo solitario e amante delle vita casalinga, ponte di lancio per mille fantasie. La città è sempre omaggiata, filtrata, amata, contrastata, viene lasciata entrare dalla finestra dello studio, penetra gli ambienti e i tratti dei fumetti. I suoi rumori, il milieu culturale, l’architettura, faranno da contrappunto costante alle avventure di Valentina e delle altre sue eroine. Inizia al lavorare nell’ambiente della grafica e si iscrive alla facoltà di architettura, presso la quale si laurea nel 1958. In questo periodo si dedica all’illustrazione ed alla grafica, realizzando numerose copertine di libri, dischi e manifesti pubblicitari. Nel 1957 ottiene il primo grande successo disegnando la campagna pubblicitaria per la Shell, premiata con la Palma d’Oro. L’anno successivo inizia a collaborare con Il Tempo Medico, rivista per la quale continuerà a disegnare fino alla metà degli anni Ottanta. Ma è nel 1963 che Crepax torna al suo vecchio amore: il fumetto.
A partire dal 1965 fa parte dei primi collaboratori della rivista Linus, presso la quale pubblica il fumetto Neutron, ambientato nel jet-set milanese dell’epoca, che viene minuziosamente descritto: niente sfugge al suo occhio attento, sia che rappresenti gli ambienti snob della borghesia, gonfia di pomposi discorsi pseudo-intellettuali, sia che passi in rassegna la moda e le tendenze con sguardo penetrante.
Proprio in una delle avventure di Neutron, precisamente nella terza puntata de La curva di Lesmo, farà la sua comparsa il personaggio di Valentina, presentata come la fidanzata di Philip Rembrandt – Neutron, critico d’arte dilettante dotato di poteri magici. La nostra eroina nasce dunque in sordina, ma fa presto a liberarsi dalle pastoie e diventa in breve tempo un’irresistibile protagonista del fumetto italiano. Ispirata alla figura di Louise Brooks, “l’unica attrice di cui tengo una foto nel comodino”, Valentina è una fotografa dall’inconfondibile frangetta e dal caschetto corvino, alta, flessuosa e slanciata, torbidamente sensuale. L’autore le dona un’esistenza insieme reale ed onirica: ha una carta d’identità che la fa nascere a Milano il 25 dicembre 1942 in Via De Amicis, la stessa in cui abita il suo disegnatore; la modella a somiglianza della moglie Luisa; la fa vivere in una Milano moderna, cupa, psichedelica e sognante allo stesso tempo; le regala un figlio, Mattia, e la fa invecchiare, diversamente dalla maggioranza dei fumetti. Il tratto è deciso, il colore nero, denso nella sua monocromia, ha una resa estetica espressionistica molto forte. Ma è soprattutto nella raffigurazione grafica che i fumetti di Crepax hanno grande spessore innovativo: le vignette sono scomposte, il filo logico viene sovvertito, manomesso, i flashback scompigliano i tempi, le immagini si spezzettano per diventare qualcosa di unico, cinematografico.
Di Valentina conosceremo molte cose: l’infanzia, l’incidente che la renderà orfana di entrambi i genitori, l’adolescenza martoriata dall’anoressia nervosa, la guarigione; la vedremo libera ed anticonformista, pronta alle avventure più incredibili, borghese, ma di sinistra, acculturata e pioniera dei nuovi costumi. Spesso disegnata nuda ed in contesti feticisti, Valentina non perde mai il suo candore, rimanendo un enigma affascinante, pieno di contrasti, così simile alla vita moderna.
Crepax ritaglia dalle riviste di moda, tra cui Vogue, le mise per il suo fumetto: celebri saranno le maglie fantasia di Missoni, che Valentina indosserà negli anni Settanta, e la cura nei dettagli della lingerie, dal gusto rétro e raffinato, al limite della decadenza. Il fumetto non crea tendenze in fatto di moda ma le subisce, piegandosi ai gusti dei tempi: è in altri contesti la portata rivoluzionaria del personaggio. Rappresenta il mutamento dei tempi, dei costumi sociali e sessuali, l’emancipazione della donna, seppur vista con sguardo critico e ironico. Il tradimento, l’avventura erotica ed onirica non saranno più tabù per un personaggio femminile, finalmente slegato dall’ipocrisia morale.
Crepax non nasconde la passione per la psicanalisi, la magia e la fantascienza, influenze che affioreranno spesso nelle sue tavole e che creano mondi fantastici, incantevoli. Autentica icona dell’Italia del boom economico e della crisi petrolifera, Valentina attraversa i decenni con impagabile grazia, adattandosi ai venti gelidi del cambiamento.
Negli anni Sessanta porta una boccata d’aria fresca, maliziosa e nuova; poi gli anni di piombo irromperanno nel fumetto, innescando un desiderio di sogni e di irrazionale. Risale al 1973 il film di Corrado Farina, Baba Yaga, ispirato all’omonima strip, il primo tentativo di “evasione” dalla carta. Parallelamente, l’autore si dedica alla trasposizione a fumetti di numerose opere letterarie erotiche, diventandone l’indiscusso maestro, e ad altre eroine, anche per la pubblicità: celebre la “Terry” creata per il terital, un tessuto allora all’avanguardia.
Gli anni Ottanta vedono Crepax trascurare un po’ il proprio personaggio, diventato ormai ultraquarantenne: Valentina è sempre più alle prese con misteri e problemi familiari. Negli anni Novanta Crepax decide di mandare Al diavolo Valentina!, titolo dell’ultima opera che la riguarda. Ha cinquantatré anni, l’uscita di scena è definitiva: si chiude un’epoca per Crepax e per noi. Valentina, amore segreto dei nostri cuori, ha rappresentato il cambiamento di un Paese, accompagnandolo e riflettendolo come in uno specchio magico, sensuale e seducente, non privo di ambiguità e contraddizioni, ma sempre incredibilmente charmant. Valentina, Guido: ovunque voi siate, ci mancate.

pubblicato in Nella Nebbia n.9, gennaio 2009

laura.albergante